Come funziona il drogometro

Il “drogometro” (pretest stupefacente, precursore) è un dispositivo nuovissimo che, al pari dell'etilometro, è in grado di rilevare in pochi minuti se una determinata persona ha assunto di recente sostanze stupefacenti.

Il Ministero dell'Interno nella direttiva del 21 luglio 2017 ha invitato gli organi di Polizia stradale a utilizzare anche questo tipo di dispositivo per la lotta contro l'infortunistica stradale.

Il primo esame del drogometro (che è un test preliminare non invasivo che va confermato da specifico metodo di laboratorio) permette di accertare, attraverso l'analisi di un tampone salivare, la presenza di una o più delle seguenti sostanze: cocaina, oppiacei, cannabinoidi (hashish e marijuana), anfetamine e metanfetamine. Per utilizzare il drogometro, la Polizia deve essere dotata di una sorta di “clinica mobile” per la visita (serve tra le altre cose un frigorifero per la conservazione dei test), e di un medico per effettuare correttamente i prelievi.

Si tratta infatti di un esame medico a tutti gli effetti, realizzato attraverso un test basato sull'uso di enzimi che reagiscono in presenza dei metaboliti assumendo una colorazione particolare. I test effettuati finora non hanno registrato falsi positivi e sembrano davvero efficaci, anche se c'è da dire che il valore di cut off non è stato ancora stabilito dalla legge ma è stato indicato dalle aziende produttrici del test stesso.

Per quanto tempo rimangono nel fisico tracce della droga che il drogometro può rilevare?

Se ad esempio si fuma uno spinello, è difficile calcolare dopo quanto tempo si può tornare a guidare. A questa domanda non si può dare infatti una risposta univoca, perché molto dipende dal proprio fisico, da quanto si è abituati alla sostanza stupefacente. In un fumatore abituale si ritrovano livelli significativi di THC anche a distanza di 20 giorni dall'ultima assunzione, mentre in un fumatore occasionale in genere scompaiono a distanza di 4 giorni (Fonte: National Drug Court Institute)

Se si assume cocaina, per quanto tempo rimane traccia?

Nel drogometro, sembra per pochi giorni. Nel capello invece rimangono tracce di droga fino a 90 giorni, dunque è ben difficile risultare negativi a questo esame se si è consumatori abituali.

Ci si può rifiutare di eseguire il test del drogometro?

Sì, ma in tal caso la Polizia stradale verbalizza la scelta come “rifiuto di accertamenti” (art. 187 comma 8) e commina il massimo della pena, ovvero l'arresto da 6 mesi a un anno, 1500 euro di multa e sospensione della patente per minimo un anno. Inoltre dispone lo stesso una visita medica specialistica per accertare se il conducente fa uso di droghe.

Cosa succede se il test è positivo?

Se il drogometro risulta positivo, la patente viene ritirata per una decina di giorni e vengono presi altri campioni per fare ulteriori analisi di laboratorio.

Fonte. www.patente.it

Tags: art.187 cds

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