Nuovi strumenti per la cittadinanza digitale, domicilio digitale e difensore civico digitale

Con il nuovo CAD, nella sua versione definitiva che integra e corregge il testo del 26 agosto 2016, vengono rafforzati i diritti di cittadinanza digitale attraverso l’individuazione di nuovi strumenti e il potenziamento di quelli esistenti. I cittadini potranno accedere ai servizi di tutte le PA con un’unica identità digitale (SPID) e avere un domicilio digitale con cui inviare e ricevere e documenti.

E’ quanto previsto dal decreto correttivo del codice dell’amministrazione digitale, attuativo dell’art. 1 della legge delega di riforma della pubblica amministrazione, approvato dal Consiglio dei ministri in via preliminare l’8 settembre 2017 e poi in via definitiva l’11 dicembre 2017. Per dare concreta attuazione ai diritti previsti dalla carta della cittadinanza digitale sono stati previsti diversi strumenti e servizi, alcuni già operativi ed altri che saranno disponibili nel corso del 2018. In particolare ogni cittadino può disporre di una identità digitale (SPID) con la quale poter accedere ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni che prevedano il riconoscimento del richiedente. Il sistema consentirà ai nostri connazionali all’estero di essere riconosciuti anche per accedere a servizi online erogati dalle amministrazioni pubbliche di altri stami membri dell’UE.

Nel mese di gennaio 2018 si contano oltre 2 milioni di cittadini in possesso della identità digitale. Contestualmente, con il nuovo CAD, si stabilisce che le amministrazioni pubbliche debbano rendere possibile e garantire l'accesso a tutti i servizi online tramite Spid. Inoltre, con il domicilio digitale, si risponde all'esigenza di facilitare lo scambio di documenti aventi valore legale con le pubbliche amministrazioni. Accanto a questi due pilastri, il nuovo CAD rafforza gli strumenti per i pagamenti online ed elimina l’obbligo di conservare ricevute di pagamento e bollette dei gestori dei servizi pubblici.

Tra le altre novità introdotte dal decreto correttivo:

  • una più precisa definizione di domicilio digitale secondo la normativa europea e nazionale;
  • possibilità di cancellazione del domicilio digitale e il divieto di utilizzo, senza il consenso del titolare, per scopi diversi da quelli dell’invio di comunicazioni delle PA;
  • realizzazione, a cura di AgID, dell'indice nazionale dei domicili digitali per le persone fisiche e gli altri enti di diritto privato che non sono tenuti all’iscrizione negli albi professionali o nel registro delle imprese;
  • istituzione del difensore civico digitale chiamato a raccogliere le segnalazioni dei cittadini relative agli inadempimenti della stessa amministrazione rispetto ai propri obblighi di digitalizzazione, che pubblicherà le sue decisioni sul sito istituzionale e segnalerà gli inadempimenti alle amministrazioni;
  • realizzazione, a cura dell’Istat, di una piattaforma nazionale dei dati pubblici che consentirà la valorizzazione del patrimonio informativo detenuto dalle amministrazioni.

Vengono infine previsti spazi finanziari che consentono di realizzare, per le amministrazioni locali, investimenti per la realizzazione delle azioni previste dal Piano triennale per l’informatica anche attraverso un nuovo e più efficace rapporto tra Stato, regioni ed autonomie locali per la realizzazione del processo di digitalizzazione.

Fonte: funzionepubblica.gov.it

 

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