Opposizione al verbale di accertamento di violazione del codice della strada. Domande e Risposte In primo piano

Estremi
di Ugo Sergio Auteri

Opposizione al verbale di accertamento di violazione del codice della strada

Domande e Risposte

 

Quando si applicano le nuove disposizioni in materia di contenzioso al c.d.s.?

Le norme del decreto “si applicano ai procedimenti instaurati successivamente alla data di entrata in vigore dello stesso” e le norme abrogate o modificate dallo stesso “continuano ad applicarsi alle controversie pendenti alla data di entrata in vigore dello stesso”. (art. 36 d. lgs. 150/2011)

Pertanto i ricorsi depositati in cancelleria fino al 5 ottobre 2011 sono assoggettati alle disposizioni precedenti alle modifiche apportate dal d. lgs. 150/2011, quelli depositati a partire dal 6 ottobre 2011 seguiranno il modello del rito del lavoro con i limiti di applicabilità previsti dal decreto in discussione.

 

A chi proporre opposizione per i verbali di accertamento di violazione al codice della strada ?

Nulla cambia rispetto alla competenza del Giudice di Pace del luogo in cui è stata commessa la violazione (art. 7/2 d.lgs. 150/2011)

 

Qual è il termine per proporre opposizione ?

Ridotti i termini di presentazione del ricorso rispetto alla previgente previsione. Il ricorso è proposto, a pena di inammissibilità, entro 30 giorni (60 se il ricorrente risiede all’estero) dalla data di contestazione della violazione o di notificazione del verbale di accertamento. (art. 7/3 d.lgs. 150/2011)

 

Il ricorso può essere depositato anche a mezzo del servizio postale ?

Il d.lgs. 150/2011 ha tenuto conto dell’intervento della Corte Cost. che, con sentenza 98/2004, ha previsto la possibilità di presentare il ricorso anche a mezzo del servizio postale. (art. 7/3 d.lgs. 150/2011)

 

La presentazione del ricorso comporta delle spese ?

L’espresso richiamo alle disposizioni di cui all’art. 10, comma 6-bis, del d.p.r. 115/2002, impone il pagamento del contributo unificato. Gli atti del processo e la decisione sono invece esenti da ogni tassa e imposta. (art. 7/13 d.lgs. 150/2011)

 

A chi spetta la legittimazione passiva ?

Il provvedimento di riforma ripropone quanto precedentemente previsto dall’art.204-bis, comma 4-bis, del c.d.s. Ai sensi dell’art. 7, comma 5, d.lgs. 150/2011 spetta quindi:

- al Prefetto, quando le violazioni opposte sono state accertate da funzionari, ufficiali e agenti dello Stato, nonché da funzionari e agenti delle Ferrovie dello Stato, delle ferrovie e tranvie in concessione e dell'ANAS;

- a regioni, province e comuni, quando le violazioni sono state accertate da funzionari, ufficiali e agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni.

Nel giudizio di primo grado le parti possono stare in giudizio personalmente. L’amministrazione resistente può avvalersi anche di funzionari appositamente delegati. (art. 8 d.lgs. 150/2011)

 

Può essere sospesa dal Giudice di Pace l’efficacia esecutiva del provvedimento impugnato?

La sospensione dell’efficacia esecutiva del provvedimento opposto può essere concessa dal giudice, con ordinanza non impugnabile, nei soli casi in cui la sospensione sia stata espressamente chiesta dall’opponente, e solo quando ricorrano gravi e circostanziate ragioni, di cui il giudice deve dare esplicitamente conto nella motivazione del provvedimento di sospensione.

L’ordinanza che sospende l’efficacia esecutiva del provvedimento impugnato non potrà essere emessa prima dell’udienza fissata per la comparizione delle parti. (art. 7/6 e art. 5/1 d.lgs. 150/2011)

Se durante il tempo occorrente per l’instaurazione del contraddittorio le ragioni dell’opponente rischiano di subire un pregiudizio irreparabile, il giudice potrà disporre la sospensione inaudita altera parte, con decreto pronunciato fuori udienza che dovrà essere confermato, con ordinanza non impugnabile, alla prima udienza successiva, e, in ogni caso, entro il termine di sessanta giorni, pena la sua inefficacia. (art. 5/2 d.lgs. 150/2011)

 

Entro quale termine può costituirsi in giudizio l’amministrazione resistente ?

Inalterato tale termine nel nuovo rito. Il convenuto deve costituirsi almeno dieci giorni prima della udienza mediante deposito in cancelleria di una memoria difensiva, nella quale devono essere proposte, a pena di decadenza, le eventuali domande in via riconvenzionale e le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d'ufficio. (art. 416 c.p.c.)

Entro il medesimo termine l’autorità che ha emesso il provvedimento impugnato deposita in cancelleria copia del rapporto con gli atti relativi all’accertamento, nonché alla contestazione o notificazione della violazione. (art. 7/7 d.lgs. 150/2011)

 

Cosa accade se l’amministrazione resistente si costituisce tardivamente ?

Il tardivo deposito della memoria difensiva da parte del convenuto/amministrazione non costituisce causa di nullità o inammissibilità, ma preclude le eventuali domande in via riconvenzionale [1], le eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili d’ufficio e l’ammissione dei mezzi di prova e della documentazione di cui intendeva avvalersi, salvo quelli ammessi dal giudice nell’udienza fissata per la discussione della causa.

 

In quali casi il ricorso può dichiararsi inammissibile ?

Nei casi previsti dal comma 3 dell’art. 7 del d.lgs 150/2011 e cioè quando è proposto oltre i termini previsti e nel caso in cui sia stato previamente presentato ricorso al Prefetto ex art. 203 c.d.s., ai quali potrebbe aggiungersi anche l’eventuale avvenuto pagamento del verbale, quale presupposto indicato dal novellato art. 204-bis c.d.s. sebbene non espressamente indicato.

Il giudice non potrà più dichiarare inammissibile il ricorso proposto tardivamente con ordinanza non appellabile resa inaudita altera parte, come attualmente previsto dall’articolo 23, comma 1, l. 689/1981, il nuovo rito prevede che anche la decisione sia resa dopo che è stato instaurato il contraddittorio tra le parti, e cioè alla prima udienza, con sentenza soggetta ai normali mezzi di impugnazione delle sentenze.

 

Cosa accade se l’opponente non si presenta alla prima udienza ?

Quando l’opponente o il suo difensore non si presentano alla prima udienza senza addurre alcun legittimo impedimento, il Giudice convalida con ordinanza appellabile il provvedimento opposto e provvede sulle spese, salvo che la illegittimità del provvedimento risulti dalla documentazione allegata dall’opponente, ovvero l’autorità che ha emesso il provvedimento impugnato abbia omesso il deposito dei documenti. (art. 7/9 d.lgs. 150/2011) In questi ultimi casi, in sostanza, il giudice dovrà esaminare il ricorso nel merito anche in assenza del ricorrente alla prima udienza.

 

Il Giudice di Pace può decidere secondo equità ?

Il nuovo rito stabilisce l’inapplicabilità del giudizio secondo equità ex art. 113/2 c.p.c. in alternativa alla pronuncia secondo diritto. disponendo l’accoglimento dell’opposizione da parte del giudice in assenza di prove sufficienti della responsabilità dell’opponente. (art. 7/10 d.lgs 150/2011)

 

Cosa accade se il Giudice accoglie l’opposizione ?

Con la sentenza che accoglie l’opposizione il giudice può annullare in tutto o in parte il provvedimento opposto (art. 7/10 d.lgs. 150/2011)

 

Cosa accade se il Giudice rigetta l’opposizione ?

Quando rigetta l’opposizione, il giudice non può escludere l’applicazione delle sanzioni accessorie o la decurtazione dei punti dalla patente di guida. (art. 7/12 d.lgs. 150/2011)

Con la sentenza che rigetta l’opposizione il giudice determina l’importo della sanzione in una misura compresa tra il minimo ed il massimo edittale stabilito dalla legge per la violazione accertata. Il pagamento della somma deve avvenire entro i trenta giorni successivi alla notificazione della sentenza e deve essere effettuato a vantaggio dell’amministrazione cui appartiene l’organo accertatore, con le modalità di pagamento da questa determinate. (art. 7/11 d.lgs. 150/2011)

Ugo Sergio Auteri


[1] Con la domanda riconvenzionale il convenuto non tende ad ottenere solo il rigetto della domanda attorea, ma sollecita provvedimenti positivi a sé favorevoli. La riconvenzionale si distingue dalla domanda principale, di mero contrasto della domanda dell'attore, che si esprime con difese ed eccezioni, ed è finalizzata a rendere il processo funzionale all'affermazione di un proprio diritto soggettivo.


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