Nullo il verbale ai sensi dell’art. 126 bis se i dati relativi al conducente sono già stati comunicati in sede di ricorso al verbale principale

Estremi
Giudice di Pace di Taranto - Sentenza 30 dicembre 2009 n. 15412

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
UFFICIO DEL GIUDICE DI PACE DI TARANTO
nella persona del dott. Martino Giacovelli, ha pronunciato la seguente

 

SENTENZA n. 15412

nella causa civile iscritta in primo grado al R.G. n.7518/09 avente per oggetto: Opposizione a verbale di contestazione di sanzione amministrativa per violazione al CDS, promossa da:

D.G. residente in Leporano ( Taranto) ricorrente

CONTRO

MINISTERO DELL’INTERNO, in persona del Ministro p.t. opposto

Conclusioni per l’opponente:

“…annullamento del verbale con l’accoglimento del ricorso.”

 

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

Con atto depositato il 27.07.2009 il ricorrente, quale proprietario dell’autovettura, targata CY…ES, proponeva opposizione avverso il verbale di contestazione nr 1260001010498, redatto il 16.06.2009 dalla Polizia Stradale di P. a seguito della presunta violazione dell'art. 126 bis comma 2° del Codice della Strada nell’aver omesso di comunicare i dati del conducente dell’autovettura relativamente alla precedente violazione del comma 8 dell’art. 142, rilevata il giorno 12.12.2008 di cui al verbale ATX000101026285, redatto dalla Sezione Polizia Stradale di P. per la violazione di cui all'art 142 - Co. 8 - del D.L.vo n. 285/92 C.d.S.,

Fissata l’udienza per il giorno 30.12.2009, il Ministero, pur avendo ricevuto in data 25.08.2009 la notifica del decreto-ordinanza di comparizione, non si costituiva, nè depositava alcuna documentazione ex art. 23 L.689/81.

Il ricorrente sosteneva nel ricorso la illegittimità del secondo verbale emesso ai sensi del 2° comma dell’art. 126 CDS in pendenza del ricorso di cui al verbale principale di accertamento n. ATX000101026285, avendo comunque comunicato i dati del conducente nel corpo della stesura del suddetto ricorso.

All’udienza del 30.12.2009 compariva l’opponente che depositava copia del ricorso al precedente verbale n. ATX000101026285, riportandosi all’attuale impugnazione di che trattasi, e ne chiedeva l’accoglimento.

Pertanto, l’opposizione era decisa sulla base della documentazione depositata ai sensi dell’art. 23 della legge n. 689/81, con lettura del dispositivo della sentenza e con riserva di motivazione.

 

MOTIVI DELLA DECISIONE

In via preliminare e d’Ufficio si esamina la competenza territoriale di questo GDP ad esaminare la presente opposizione.

a) A tal riguardo il 2° comma dell’art. 126 bis del CDS stabilisce: ” L'organo da cui dipende l'agente che ha accertato la violazione che comporta la perdita di punteggio, ne dà notizia, entro trenta giorni dalla definizione della contestazione effettuata, all'anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. La contestazione si intende definita quando sia avvenuto il pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria o siano conclusi i procedimenti dei ricorsi amministrativi e giurisdizionali ammessi ovvero siano decorsi i termini per la proposizione dei medesimi. Il predetto termine di trenta giorni decorre dalla conoscenza da parte dell'organo di polizia dell'avvenuto pagamento della sanzione, della scadenza del termine per la proposizione dei ricorsi, ovvero dalla conoscenza dell'esito dei ricorsi medesimi. La comunicazione deve essere effettuata a carico del conducente quale responsabile della violazione; nel caso di mancata identificazione di questi, il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, deve fornire all’organo di polizia che procede, entro sessanta giorni dalla data di notifica del verbale di contestazione, i dati personali e della patente del conducente al momento della commessa violazione. Se il proprietario del veicolo risulta una persona giuridica, il suo legale rappresentante o un suo delegato è tenuto a fornire gli stessi dati, entro lo stesso termine, all'organo di polizia che procede. Il proprietario del veicolo, ovvero altro obbligato in solido ai sensi dell’articolo 196, sia esso persona fisica o giuridica, che omette, senza giustificato e documentato motivo, di fornirli è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 250 a euro 1.000.”

b) L'art. 204 bis del CDS: Ricorso al giudice di pace "1. Alternativamente alla proposizione del ricorso di cui all'articolo 203, il trasgressore o gli altri soggetti indicati nell'articolo 196, qualora non sia stato effettuato il pagamento in misura ridotta nei casi in cui è consentito, possono proporre ricorso al giudice di pace competente per il territorio del luogo in cui è stata commessa la violazione, nel termine di sessanta giorni dalla data di contestazione o di notificazione.

2. Il ricorso è proposto secondo le modalità stabilite dall'articolo 22 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e secondo il procedimento fissato dall'articolo 23 della medesima legge n. 689 del 1981, fatte salve le deroghe previste dal presente articolo, e si estende anche alle sanzioni accessorie….omissis".

c) L'art. 38 CPC sulla " Incompetenza" prevede: L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio sono eccepite, a pena di decadenza, nella comparsa di risposta tempestivamente depositata. L’eccezione di incompetenza per territorio si ha per non proposta se non contiene l’indicazione del giudice che la parte ritiene competente.

Fuori dei casi previsti dall’articolo 28, quando le parti costituite aderiscono all’indicazione del giudice competente per territorio, la competenza del giudice indicato rimane ferma se la causa è riassunta entro tre mesi dalla cancellazione della stessa dal ruolo.

L’incompetenza per materia, quella per valore e quella per territorio nei casi previsti dall’articolo 28 sono rilevate d’ufficio non oltre l’udienza di cui all’articolo 183.

Le questioni di cui ai commi precedenti sono decise, ai soli fini della competenza, in base a quello che risulta dagli atti e, quando sia reso necessario dall’eccezione del convenuto o dal rilievo del giudice, assunte sommarie informazioni .”

d) L'art. 28 CPC sul " Foro stabilito per accordo delle parti" prevede: " La competenza per territorio può essere derogata per accordo delle parti [c.c. 1341; c.p.c. 6], salvo che per le cause previste nei nn. 1, 2, 3, e 5 dell'articolo 70, per i casi di esecuzione forzata [c.p.c. 483], di opposizione alla stessa [c.p.c. 27, 615], di procedimenti cautelari [c.p.c. 669-bis] e possessori [c.p.c. 703], di procedimenti in camera di consiglio [c.p.c. 737] e per ogni altro caso in cui l'inderogabilità sia disposta espressamente dalla legge.

Orbene, dal combinato disposto delle norme suddette si deduce che l'inderogabilità assoluta deve essere comminata dalla legge, come per es. nell'ipotesi dell'art. 661 CPC, il quale prevede: " Quando si intima la licenza o lo sfratto, la citazione a comparire deve farsi inderogabilmente davanti al tribunale del luogo in cui si trova la cosa locata."

Inoltre, altro esempio di inderogabilità assoluta è quella dell'art. 63 del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, (in Suppl. ord. n. 162, alla Gazz. Uff., 8 ottobre, n. 235). - Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della L. 29 luglio 2003, n. 229, il quale all'art. 63 .sul " Foro competente" per le controversie, prevede:. " 1. Per le controversie civili inerenti all'applicazione del presente capo la competenza territoriale inderogabile è del giudice del luogo di residenza o di domicilio del consumatore, se ubicati nel territorio dello Stato."

Conseguentemente, la competenza territoriale di cui all'art. 204 bis non può essere considerata inderogabile, poiché ciò non è stato espressamente previsto dal legislatore, che opportunamente ha specificato la competenza territoriale del giudice del luogo della commessa violazione, per facilitarne l'applicazione con privilegio a favore della P.A.

Sta alle pubbliche Amministrazioni resistenti, in caso di opposizioni e ricorsi ai verbali, valutare la possibilità di eccepire l'incompetenza territoriale, ma ciò ora deve essere fatto almeno dieci giorni prima dell’udienza di comparizione per quanto si dirà successivamente, ed in tale ipotesi, il Giudice all’udienza di comparizione deve pronunziarsi, dichiarando in tal caso la propria incompetenza territoriale.

Qualora, invece, la Pubblica Amministrazione decide di resistere all'opposizione, la suddetta disposizione del 204 bis privilegia, in tale ultima ipotesi la stessa P. A.

In riferimento al termine utile per sollevare l’eccezione di incompetenza territoriale, invero, con la modifica dell'art. 38 CPC, a seguito della recente legge nr. 69/2009, a partire dal 04.07.2009, la precedente eccezione di incompetenza territoriale che si poteva sollevare solo fino alla prima udienza, ora deve essere sollevata dalle parti almeno dieci giorni prima dell’udienza di comparizione e può essere rilevata anche dal Giudice, ma solo all’udienza medesima di comparizione, altrimenti l’opposizione rimane radicata presso lo stesso Giudice adito.

Nel caso di specie, nel decreto-ordinanza di fissazione dell’udienza di comparizione del 29.07.2009 di questo GDP era espressamente detto, tra l’altro,” Ordina all'Autorità amministrativa, che ha emesso il provvedimento impugnato di depositare nella cancelleria di questo Giudice, almeno dieci giorni prima dell'udienza, gli atti relativi all'accertamento, nonché alla contestazione od alla notificazione della violazione.”

Detto termine, che precedentemente alla modifica apportata all’art. 38 c.p.c. dalla legge nr. 69/2009 era di natura ordinatoria, ora deve essere considerato di natura perentoria.

Per tutto quanto sopra accennato, non convincente è l’ordinanza emessa dalla Corte di Cassazione del 09.08.2007, la quale, seguendo il parere espresso dall’Avvocatura Generale dello Stato ha stabilito: “ È territorialmente competente a decidere l'opposizione avverso il verbale di contestazione della violazione dell'articolo 126 bis, comma secondo, cod. strada - sanzionante il proprietario del veicolo che senza giustificato motivo non comunichi nel termine previsto le generalità del conducente al momento della commessa infrazione - il giudice del luogo dove ha sede l'organo di polizia procedente, giacchè l'infrazione si consuma nel luogo in cui avrebbe dovuto pervenire la comunicazione che è stata omessa. ( Sez. 2, Ordinanza n. 17580 del 09/08/2007)

Il Ministero dell' Interno con circolare n. 5 del 14 febbraio 2007 in riferimento all'art. 180, comma 8, C.d.S., richiamata dall'art. 126 bis, comma 2 aveva correttamente stabilito: “…sotto il profilo prettamente giuridico, questo Dipartimento ha fondato il proprio orientamento sulla lettera degli artt. 203 e 204 bis C.d.S., i quali - come pure ha rilevato, anche di recente, la giurisprudenza (ex plurimis, Corte di Cassazione, Sezione Civile 11, sent. n. 24876 del 23 novembre 2006 e Giudice di Pace Taranto 20/5/2004) - ravvisano l'organo territorialmente competente a decidere i ricorsi avverso i verbali di contestazione degli illeciti amministrativi in materia di circolazione stradale nel Prefetto e nel Giudice di Pace del luogo in cui è stata effettivamente commessa la violazione.”

Che quindi come riportato nella sentenza di questo GDP del 16.03.2006, con la quale è stata confermata “ anche la competenza territoriale del GDP di residenza del ricorrente ai fini dell’opposizione al verbale ex art. 126 bis del CDS” è desumibile anzitutto dal senso chiaro letterale delle norme di cui sopra e poi in particolare dalle seguenti considerazioni:

1) legge 689/81 sulla depenalizzazione, che pur derivando dalla materia di illeciti penali, disciplina illeciti amministrativi, per cui non può essere applicato pedissequamente il richiamo alle norme regolanti il processo penale. Ad ogni buon conto anche l’esame delle norme che regolano la competenza per territorio in materia penale, di cui agli artt. 8 e 9 c.p.p., non portano a concludere perla competenza del Giudice luoghi diversi dalla residenza dell’imputato;

2) art. 25 c.p.c. indica il Giudice del luogo ove è sorta o deve eseguirsi l’obbligazione. In relazione all’art. 126 bis CdS, l’obbligo sorge al momento e nel luogo ove viene ricevuto l’invito, cioè probabilmente la residenza dell’obbligato con la conseguente esecuzione al fine dell’estinzione dell’obbligazione;

3) poiché sia la Corte Costituzionale, sia la Corte di Cassazione da tempo hanno confermato la possibilità della costituzione in giudizio, anche attraverso il servizio postale, non si comprende la insistenza da parte della P.A. di avvalersi del privilegio anacronistico di trattare le opposizioni nel luogo della loro competenza e non in quella del ricorrente, producendo disservizi e diseconomie processuali in suo danno, specialmente, come sovente accade, in presenza di errori di targa o di procedure di notifica errate che qualsiasi GDP è in grado di trattare, per non aggiungere altro;

4) in tal senso, anche recentemente la Corte di Cassazione Civile sez. II con sentenza in data 10/11/2009 n. 23815 in materia di competenza territoriale del GDP nelle opposizioni a sanzioni amministrative è intervenuta precisando che vale sempre la competenza per territorio in relazione al luogo della commessa violazione, ma l'eccezione deve essere tempestivamente proposta entro la prima udienza.

Confermata, quindi la competenza di questo GDP ad esaminare il presente ricorso, si osserva nel merito anzitutto che il ricorrente di che trattasi, già nel ricorso al verbale precedente “principale” dell’11.10.2008 n. ATX0001026285 aveva espressamente dichiarato il nominativo del conducente ed i suoi dati con gli estremi della patente di guida.

Il suddetto ricorso in uno al decreto del GDP che aveva fissato l’udienza di comparizione erano stati notificati alla parte opposta in data 19.03.2009 con raccomandata 774769303836, per cui il Ministero non doveva assolutamente procedere alla contestazione con il successivo verbale n. 1260001010498 notificato il 21.07.2009 ai sensi dell’art. 126 bis.

Per le suesposte ragioni il ricorso merita accoglimento con assorbimento di tutte le altre eccezioni sollevate dall'opponente, di conseguenza va dichiarato l'annullamento del verbale impugnato e di tutti gli atti dal verbale medesimo dipendenti.

Le spese di giudizio vengono compensate per giusti motivi.

 

P.Q.M.

il giudice di Pace di Taranto, dr. Martino Giacovelli, rigettata o ritenuta assorbita ogni ulteriore istanza, definitivamente pronunciando sul ricorso proposto da D.G., e depositato il 27.07.2009, avverso il verbale di contestazione n. 1260001010498 redatto in data 16.06.2009 dal Comando Polizia Stradale di P., per la presunta violazione dell'art. 126 bis comma 2°, così decide:

1) accoglie il ricorso avverso il verbale di contestazione impugnato;

2) di conseguenza annulla il verbale impugnato;

3) compensa le spese processuali.

 

Così deciso a Taranto il 30.12.2009

Il Giudice di Pace
( dott. Martino Giacovelli)

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