Mette su una truffa per non pagare l'autovelox: condannato ad un anno di reclusione un 30enne di Canosa

Il gup Angela Schiralli ha condannato ad 1 anno di reclusione un automobilista (C.C.D.) di 30 anni di Canosa di Puglia e residente a San Ferdinando ritenendolo responsabile del reato di falso ideologico in atto pubblico. Con la complicità di un avvocato del Foro di Foggia (S. M., con studio legale a San Ferdinando di Puglia) l'automobilista aveva attestato falsamente che la targa del proprio veicolo all’atto dell’accertamento era differente da quella attestata dagli agenti verbalizzanti, inducendo in errore «con dolo, artifizi e raggiri» il giudice di pace di Trani che, il 12 marzo 2009, aveva emesso (alla luce della falsa documentazione presentata in giudizio) sentenza di accoglimento del ricorso proposto dall’imputato avverso il verbale di accertamento con relativa condanna alle spese a carico del Comune di Trani.

La polizia locale di Trani aveva contestato al ricorrente il superamento dei limiti di velocità (infrazione accertata con l'autovelox posizionato sulla strada statale 16 bis) comminandogli, oltre alla sanzione pecuniaria, la sanzione accessoria della decurtazione di dieci punti dalla patente e il ritiro della stessa in seguito alla sospensione.

Secondo la ricostruzione effettuata dal gup l’uomo avrebbe, con evidente volontà ingannatoria, rappresentato al Giudice una distorta realtà fattuale idonea ad indurlo in errore. Decisive, in tal senso, sono state le professionali indagini svolte da ufficiali e agenti di polizia giudiziaria della Polizia municipale di Trani (coordinate dalla procura di Trani e dal sostituto procuratore Marco D’Agostino) nell’ambito delle quali si è accertato che l’imputato, in data successiva a quella di commissione dell’infrazione, si era recato «volontariamente e con dolo specifico» ai Carabinieri per denunciare falsamente lo smarrimento della targa relativa alla sua autovettura che veniva, pertanto, prontamente sostituita per consentire la truffaldina reimmatricolazione del veicolo, come risultava dal certificato di proprietà allegato al ricorso proposto al giudice di pace di Trani. Questi elementi hanno giustificato, nell’opinione del magistrato, la condanna dell’imputato ad un anno di reclusione, oltre che al pagamento delle ingenti spese processuali ed al considerevole risarcimento dei danni a favore del Comune di Trani, costituitosi parte civile nel relativo procedimento a mezzo dell’avvocato Eugenio Cavalcanti del Foro di Bari.

La decisione del gup si distingue per la misura della pena irrogata all’imputato. Come si legge nella motivazione «i fatti contestati evidenziano una apprezzabile gravità per la spregiudicatezza e la disinvoltura nell’attestare senza alcuna remora circostanze false in atti rivolti all’Autorità Giudiziaria, ragione per cui si ritiene di irrogare una pena superiore al minimo edittale».

L’amministrazione comunale, attraverso gli assessori al contenzioso e alla polizia locale, Giuseppina Chiarello e Giuseppe Paolillo e del dirigente e comandante di polizia locale, Antonio Modugno, esprime viva soddisfazione per l’operato dell’avvocato Eugenio Cavalcanti e dell'autorità giudiziaria per aver contribuito, attraverso il provvedimento, a valorizzare l’operato e lo sforzo compiuto quotidianamente dal Corpo di Polizia locale di Trani, per tutelare la sicurezza dei cittadini, e a preservare l’interesse dell’Ente a non veder vanificato l’impegno profuso giornalmente da quanti sono a vario titolo coinvolti nel funzionamento della macchina amministrativa da condotte banalmente sprezzanti dell’interesse pubblico.

Fonte

Siamo online

0 utenti e 781 ospiti online

Utenti iscritti

Utenti iscritti alla newsletter di piemmenews: 15.546

Disclaimer

Tutti i testi di qualsiasi natura presenti nel presente portale non rivestono carattere di ufficialità e non sostituiscono in alcun modo quelli pubblicati sugli organi ufficiali dei rispettivi Enti emittenti, che ne costituiscono la pubblicazione ufficiale.

Login/Logout