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| Titolo | RE: Speranza |
| Autore | Misterio |
| Inviato il | 18/02/2007 19.18.25 |
| Messaggio | Con l'aiuto di DIO e della forza che può donare una famiglia unita, una grande famiglia, che combatte tutti i giorni, i mali terreni, sia che la famiglia sia al Polo sud che ad un polo diverso ed estremo, l'AMORE ed il SENTIMENTO, il vero amore e la vera forza, aiutano a superare tutte le grandi barriere che si antepongono. Sono felice, in un momento di aiuto, di leggere alcune cose che mi riguardano e che mi danno speranza e forza,anche se purtroppo non bastano, ma riuscire a scrivere con il permesso e con l'aiuto dei medici, queste frasi che spero siano ben accette, vuol dire grande speranza, non mollo (spero).Non è bello stare quì.
Ciò che fa muovere i rami della vita,
non può essere affidato solo al Vento.
Bisogna sempre affidarsi al Sentimento,
che scaturisce dalla nostra mente,
perchè da esso, nasce un grande componente,
l'AMORE,
che risulta la linfa vitale del nostro Cuore.
Grazie. |
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| Titolo | ASS. LA 50° CROCE AZZURRA DEL FORUM |
| Autore | Inferno > Moderatore |
| Inviato il | 18/02/2007 20.39.44 |
| Messaggio | AL SUPREMISSIMO MISTERIO, CHE IMPERSONA L'ICONA DEL VALORE E DELL'ONESTA' ASSOLUTA SENZA COMPROMESSI ANCHE A COSTO DI RIMETTERCI IN TANTA RABBIA http://img358.imageshack.us/img358/9520/croceazzurra1ib7.jpg TI VOGLIO BENE CARISSIMO COLLEGA > GUARISCI E TORNA FRA NOI > UN ONORATISSIMO SALUTO |
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 19/02/2007 13.45.22 |
| Messaggio | Caro collega sono felice di leggerti non importa quale sia l'inizio del percorso infelice, doloroso o difficile, l'essenziale è non mollare mai, proprio come fai tu ora. Il nostro supporto affettivo ricordati non ha limiti ne' di spazio ne' di tempo, siamo da te e tu da noi nei nostri pensieri.
Non senti il nostro fiato sul collo? :)))))) ciao |
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| Titolo | RE: Misterio |
| Autore | Big Sandro |
| Inviato il | 21/02/2007 10.03.18 |
| Messaggio | Auguri, di cuore. |
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| Titolo | RE: |
| Autore | Inferno > Moderatore |
| Inviato il | 21/02/2007 10.12.44 |
| Messaggio | ARCHIVI STORICI: Mostra sulla deportazione degli ebrei “Frammenti LETTERA D’AMORE INVIATA DA UNA DONNA DI CASTELFRANCO VENETO A UN INTERNATO NEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI FERRAMONTI DI TARSIA
Nel corso delle ricerche effettuate per la costruzione della mostra sulla deportazione degli ebrei “Frammenti 1938-1945” - realizzata in Teatro Accademico dal 10 al 28 gennaio 2007 per onorare il Giorno della Memoria – è emerso un interessante reperto d’archivio, una lettera d’amore inviata da una nostra concittadina all’uomo amato, detenuto al tempo nel campo di concentramento di Ferramonti di Tarsia (CS), la prima struttura di detenzione di questo tipo attivata in Italia.
Una lettera semplice, che richiama domestiche situazioni di affetto ed amore che la protagonista spera di poter rivivere presto insieme all’uomo amato.
Al tempo stesso, un messaggio di speranza da parte di una donna alla quale un tragico momento storico non è riuscito a spegnere il più profondo dei sentimenti.
La pubblichiamo nel giorno di San Valentino a testimonianza che l’amore supera ostacoli, difficoltà, lontananza ed è parte viva e forte dell’uomo in ogni tempo e in ogni situazione.
LETTERA
Mi dicesti che sono il tuo grande amore, ma la tua immagine non può parlare allora mi abbandono in ricordi. Posso nutrire la speranza di vederti presto? Puoi dubitare che il mio cuore, i miei pensieri siano lontani da te?
No caro, ti voglio tanto bene, tanto tanto come prima, sei sempre il mio grande tesoro, tanto caro e buono.
Tu sai come passo i giorni, sempre uguali, sempre con il solito ritmo casa, casa, casa.
Vado con un lavoretto dalla nostra suocera ed a ogni momento propizio parliamo di te.
Lei mi rammenta ciò che tu le dicevi, ciò che speravi e così ogni giorno vivo nel tuo ricordo che mi dà la forza di vivere serena.
Non mancano i momenti di sconforto come allora quando, con le lacrime agli occhi, ci chiedavamo: che sarà di noi? del nostro avvenire?
Noi non possiamo pensare al futuro, noi dobbiamo vivere come un ammalato, giorno per giorno, è vero Giovanni mio?
Come va caro? Che fai senza la tua bambola vicina? Forse starai meglio, non avrai da bisticciare alle sera, se al giorno hai parlato con qualche signorina, non ti pare?
Ti ricordi quando dicevi che se sapevi di non vedermi, non ti saresti mai alzato dal letto?
Allora non dubitavamo che tu dovessi andare così lontano.
Io ricordo tutto di te, ho impresso nel mio cuore come mi sorridevi, come mi parlavi, guardavi tutta.
In queste bellissime giornate, quanta malinconia senza di te, che nostalgia!
Ma niente tristezza. Ho qui la tua letterina piena di frasi affettuose.
Avevo tanto bisogno delle tue buone parole, ora sono più felice (felice come si può esserlo nelle nostre condizioni).
Spero averne presto un’altra di bella; giacché puoi scrivere poco, scrivi in piccolo piccolo, io comprenderò lo stesso.
Fa avere il posto a tante belle parolette. Lo sai con che ansia le attende la tua piccola.
Stammi sempre bene e sempre coraggio.
Saluti carissimi ai tuoi fratelli ed auguri di bene.
La nostra fedele postina vi saluta tutti caramente; lei non ha ancora terminato il suo compito. E’ ancora di servizio.
Con tutto il mio amore ti bacio.
Tua piccola Annina.
Si allega una scheda sul campo di concentramento in questione.
Il campo di Ferramonti di Tarsia (Cosenza)
Il campo, che dipendeva dal ministero dell'Interno (Direzione generale della popolazione e della razza), aveva una ricezione di 3000 posti ed era dotato di 92 baracche di tre tipi diversi. Il primo tipo ospitava 30 persone e si estendeva su una superficie di 335 metri quadri, suddivisa in due grandi sale, con una cucina, due punti di erogazione dell'acqua e latrine comuni; il secondo, un pò più piccolo, pari a 270 metri quadri, era destinato a otto famiglie di cinque persone, con cucina privata e latrine comuni, mentre il terzo poteva ospitare 12 famiglie di tre persone, anche in questo caso con cucina privata e sale comuni. La baracca era sempre piantonata da un detenuto, nominato dai suoi compagni alto scopo di sorvegliare gli effetti personali.
Si viene internati a Ferramonti per effetto delle leggi razziali ma anche per motivi di <>, tra cui il possesso di documenti falsi o la <>. Secondo il regolamento, i detenuti sono sottoposti a tre appelli (alle 9, alle 12 e alle 19), che nella maggior parte dei casi si riducono a due.
Notiamo che si e molto lontani dall'atroce realtà degli appelli nei campi nazisti e sovietici, che possono durare ore e ore in un clima polare. Qualche detenuto ricorda addirittura con un certo divertimento il modo in cui veniva pronunciato il suo nome in quella circostanza.
Benché proibite dal regolamento del campo, le uscite possono essere “autorizzate in via eccezionale”: un'eccezione che si ripete cosi spesso da allarmare nel 1943 le autorità di Roma.
I detenuti infatti hanno diritto a uscire per consultare un medico specialista, in caso di morte o malattia grave di un parente stretto o, ancora, per presentarsi a un esame o a un concorso. Infine, non esiste lavoro obbligatorio ed e permesso ricevere pacchi. Ciononostante, Ferramonti è un campo di detenzione severo, circondato dal filo spinato, costruito in una regione insalubre, il che provocherà dei casi di malaria. Sottolineiamo la presenza della malaria, in quanto costituisce una minaccia permanente: alla minima pioggia, l'acqua ristagna nel campo. Le condizioni igieniche sono assai mediocri, perlomeno i primi tempi del funzionamento della struttura, dato che le baracche sono appena terminate quando iniziano ad affluire i primi prigionieri, nell'estate del 1940.
Si può tuttavia contare su una vera infermeria e, sebbene non sia eccessivamente apprezzato, il primo medico fa comunque il suo dovere.
Quanto al cibo, si rivelerà sufficiente, perlomeno sino al 1943, data in cui si registra un netto degrado. A meta agosto del 1943 la razione di pane, accompagnata da una brodaglia che assomiglia vagamente a una minestra, si riduce infatti in modo drastico a 150 grammi.
Il campo era diretto da un commissario per la sicurezza pubblica, coadiuvato da un vice, una decina di agenti e 75 uomini della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale (MVSN). Un detenuto era eletto capobaracca dai compagni e l'insieme dei capibaracca eleggeva un capocampo, l'interlocutore privilegiato della direzione. Anche in questo caso bisogna riconoscere che, per quanto severo, il campo di Ferramonti ha ben poco a che vedere con quelli nazisti, e al suo confronto anche i campi di Vichy sembrano più duri.
Carlo Capogreco, autore di uno studio sulla <>, può parlare di una <> e persino un’<>. Vi può infatti operare indisturbata un'opera pia come la Mensa dei bambini; vi si costruisce una sinagoga di 35 metri per 5; con l'autorizzazione del capocampo, i cattolici chiedono e "ottengono" un sacerdote e vi è allestito un <>, composto di detenuti, per comporre le controversie.
Si organizzano partite di calcio "la squadra della Germania è composta di ebrei tedeschi sfuggiti al nazismo!", si improvvisano concerti e rappresentazioni teatrali, si aprono scuole (elementare, media e superiore).
Guardiani e internati festeggiano insieme il capodanno del 1943 e il direttore tiene un discorso di cui molti si ricorderanno a lungo: «Chi lo sa? Tra un anno forse i nostri ruoli saranno invertiti, io potrei es-sere internato e voi i miei custodi!>>.
Il direttore adotta < I 3.682 ebrei stranieri e i 141 ebrei italiani che vi sono passati possono testimoniarlo, e gli archivi lo confermano: 4 matrimoni, 21 nascite, 29 morti e 4 evasioni in tre anni di funzionamento, senza dimenticare 8 arresti per essersi rifiutati di salutare il tricolore o per aver cantato Bandiera rossa, o ancora per essersi presentati in ritardo all'appello o per atti osceni (due uomini erano stati sorpresi mentre si baciavano!). Simili arresti ricordano comunque il clima generale del fascismo: non si poteva uscire dalle baracche tra le 7 e le 21, leggere i giornali stranieri senza autorizzazione, era proibito giocare a carte o a qualsiasi altro gioco che potesse <>.
Come scrive un autore di una minuziosa cronaca del campo, <>. Ferramonti fu certamente campo di concentramento, ma soprattutto un campo d'attesa, un campo che isolava ma nel contempo proteggeva.
Il 25 luglio 1943 la caduta di Mussolini porta alla liberazione della maggioranza dei detenuti, ma non necessariamente degli ebrei, soprattutto quelli di nazionalità straniera, ne dei comunisti e degli anarchici. L'8 settembre, data dell'armistizio, a tutti gli internati del Sud e finalmente restituita la libertà da parte delle forze alleate.
Senza rendersene conto, nel settembre del 1943 gli inglesi hanno liberato il primo campo di concentramento europeo. |
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| Titolo | RE: x Inferno |
| Autore | Ayame |
| Inviato il | 21/02/2007 12.07.19 |
| Messaggio | Grazie per aver postato questa cosa... conosco quel campo di concentramento e ciò che hai scritto mi ha riportato un'emozione grandissima! Andare in quel posto vuol dire fermarsi ad ascoltare un silenzio colmo di parole, di speranze...
Grazie ancora! Un sorriso. |
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 22/02/2007 15.57.48 |
| Messaggio | SULL'AMORE Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore. E lui sollevò la testa e scrutò il popolo e su di esso calò una grande quiete. E con voce ferma disse: Quando l' amore vi chiama, seguitelo. Anche se le sue vie sono dure e scoscese. e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui. Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire. E quando vi parla, abbiate fede in lui, Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il vento del nord devasta il giardino.
Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come vi fa fiorire così vi reciderà. Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri rami che fremono al sole, Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si avvinghiano alla terra. Come covoni di grano vi accoglie in sé. Vi batte finché non sarete spogli. Vi staccia per liberarvi dai gusci. Vi macina per farvi neve. Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli. E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro della mensa di Dio.
Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita. Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace e il piacere, Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire dall'aia dell'amore, Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime. L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che da se stesso. L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto; Poiché l'amore basta all'amore. Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ". E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene degni è lui che vi guida. L'amore non vuole che compiersi. Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i vostri desideri hanno da essere questi: Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la sua melodia nella notte. Conoscere la pena di troppa tenerezza. Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore, E sanguinare condiscendenti e gioiosi. Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un altro giorno d'amore; Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi d'amore; Grati, rincasare la sera; E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e un canto di lode sulle labbra.
Gibran - Il Profeta
L'AMORE E' QUELLO CHE SI PERCEPISCE NELLE PAROLE DELLA PICCOLA ANNINA, L'AMORE LO EVITIAMO A VOLTE PER PAURA, QUALE PAURA? QUELLA DI NON ESSERNE DEGNI PROTAGONISTI. |
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| Titolo | RE: |
| Autore | S.L. |
| Inviato il | 22/02/2007 19.05.22 |
| Messaggio | Puoi donarti ad un altro uomo Tutta e per tutta la vita Ma non potrai avere mai indietro Quello che hai dato a me
Ne' avrai il coraggio di gettare via Quello che io ti ho dato In fondo ad un vecchio cassetto Son sicuro Lo conserverai |
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 22/02/2007 19.33.36 |
| Messaggio | Verissimo, l'essenza dell'amore donato è persa, non puo' essere richiesta in restituzione perchè già non esiste più. Ha nutrito e saziato, è stata e rimarrà. |
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| Titolo | RE: |
| Autore | Big Sandro |
| Inviato il | 22/02/2007 19.54.34 |
| Messaggio | Come il seme, che deve morire per germinare. |
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 24/02/2007 14.45.33 |
| Messaggio | Quando il seme attecchisce è perché ha trovato il terreno fertile. Potremmo esserne inconsapevoli, ma, una volta che implode in noi, non potremmo più farne a meno. Diventa una necessità sfamare il nostro amore che ha regole proprie, tempi e vita propria. Saremo noi poi umili servi ad accudirlo.
LA DENSITA’ DEI PENSIERI E’ COSI’ SPESSA CHE NON MANCA NULLA. |
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| Titolo | RE: |
| Autore | parmenione |
| Inviato il | 24/02/2007 15.42.38 |
| Messaggio | Darei tutta la mia vita per sapere se mi ami davvero. Pensa: la mia vita per una tua bugia! |
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| Titolo | RE: |
| Autore | clito |
| Inviato il | 24/02/2007 22.30.01 |
| Messaggio | http://www.manualedimari.it/blog/?p=368
Dove sei Amore? Dove sei? T’inseguii sul crinale di primavera e speravo di coglierti come grano nelle valli dorate dell’estate ma non eri tu, solo il desiderio di te che implacabile incontro in ogni essere perché tu hai questo, che in te sei buono ma crudele e spietato è il tuo bisogno e privi di te vaghiamo senza meta creature affamate, come belve siamo tutto l’amore degli altri divoriamo ne facciamo sterco su cui posare il piede in questo inesorabile cammino verso di te. Ma se vago, ti scorgo nel volto della luna e ripenso sempre a una bruna fanciulla che colpì il mio cuore come una scure in un giorno solo, perfetto e luminoso e così, alla fine, ti ritrovo Amore tu sei qui, nei ricordi e nelle ferite in ogni goccia perduta del mio sangue sulla bianca balaustra dell’anima. |
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| Titolo | RE: |
| Autore | filota |
| Inviato il | 24/02/2007 22.36.10 |
| Messaggio | Tante cose avrei da dire tante ma è solo il silenzio che oggi comanda un silenzio strano immobile all'apparenza un silenzio che urla quanto ti amo |
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 27/02/2007 10.24.48 |
| Messaggio | NON POSSIAMO ACCONTENTARCI DI VIVERE SOLO QUELLO CHE VOGLIAMO O QUELLO CHE CI SIAMO COSTRUITI.
LA VITA E' FATTA DI UNA MOLTITUDINE DI EVENTI CHE VANNO VISSUTI SEMPRE TUTTI AL MASSIMO.
E' UN PERCORSO FATTO DI UN FRUTTO DI ESPERIENZE POSITIVE E NEGATIVE, VANNO VISSUTE TUTTE CONSAPEVOLMENTE PER IL LORO SENSO, PURO; IN QUESTA OTTICA POTREMMO RICEVERE ENERGIA DANDO SENSO ALLA VITA E ALL'AMORE.
QUESTO DIVENTA UN PASSO E UNA CONQUISTA, UN NUOVO ORIZZONTE.
LA CONTINUA RICERCA DI ARRICHIMENTO E' UN DOVERE MORALE E UNA NECESSITA' ESSENZIALE PER LA SOPRAVVIVENZA DELLA NOSTRA ANIMA.
NON LASCIAMOCI INTRAPPOLARE DA SCHEMI, MAI.
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| Titolo | RE: |
| Autore | Penelope |
| Inviato il | 27/02/2007 13.16.40 |
| Messaggio | "Nome non ha, amore non voglio chiamarlo questo che provo per te, non voglio tu irrida al cuor mio com'altri a' miei canti, ma, guarda, se amore non è pur vero è che di tutto quanto al mondo vive nulla m'importa come di te, de' tuoi occhi, de' tuoi occhi donde sì rado mi sorridi, della tua sorte che non m'affidi, del bene che mi vuoi e non dici, oh poco e povero, sia, ma nulla al mondo più caro m'è, e anch'esso, e anch’esso quel tuo bene nome non ha..."
Sibilla Aleramo
P.
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| Titolo | ... pensieri in una giornata primaverile... |
| Autore | Penelope |
| Inviato il | 27/02/2007 13.41.45 |
| Messaggio | "Mia soave, di cosa odori? Di che frutto? Di che stella? Di che foglia? Presso il tuo piccolo orecchio o sulla tua fronte mi chino, ficco il naso tra i capelli e il sorriso, cerco di riconoscere la stirpe del tuo aroma: è soave, ma non è fiore, non è coltellata di penetrante garofano o impetuoso aroma di violenti gelsomini, è qualcosa, è terra, è aria, mele o legnami. Odore di luce sulle pelle, aroma della foglia dell’albero della vita, con polvere di strade e freschezza d’ombra mattutina alle radici, odor di pietre, di fiume, ma più simili a una pesca, al tepore del palpito segreto del sangue, odore di casa pura e di cascata, fragranza di colomba e capelli, aroma della mia mano che perlustrò la luna del tuo corpo, le stelle della tua pelle stellata, l’oro, il grano, il pane del tuo contatto, e lì, per tutta la lunghezza della tua luce furiosa, sulla tua circonferenza d’anfora, sul calice, sugli occhi del tuo seno, tra le tue ampie palpebre e la tua bocca di schiuma, sul tutto lasciò, la mia mano lasciò odor d’inchiostro e selva, sangue e frutti perduti, fragranza di obliati pianeti, di puri fogli vegetali, lì... il mio stesso corpo sommerso nella freschezza del tuo amore, amata, con una sorgente o nel suono di un campanile lassù tra l’odore del cielo e il volo degli ultimi uccelli, amore, odore, parola della tua pelle, dell’idioma della notte nella tua notte, del giorno nel tuo sguardo.
Dal tuo cuore sale il tuo aroma come dalla terra la luce fino alla cima del ciliegio, sulla tua pelle io fermo il tuo palpito e odoro l’onda di luce che ascende, la frutta sommersa nella sua fragranza, la notte che respiri, il sangue che esplora la tua bellezza fino a giungere al bacio che mi attende nella tua bocca."
Pablo Neruda
P. |
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| Titolo | I PARADOSSI DELLA SENSIBILITA' ALTERATA |
| Autore | Inferno > Moderatore |
| Inviato il | 27/02/2007 19.15.32 |
| Messaggio | OGGI HO VISTO UNA BAMBINA DI COLORE (PELLE NERA), TENERE IN BRACCIO UNA BAMBOLA DI COLORE BIANCO/ROSEO > FORSE SOLO LA MIA ERRATA SENSIBILITA' MI HA FATTO PENSARE... PERCHE' PROBABILMENTE LA DOLCE ED INNOCENTE BAMBINA NEMMENO SE NE ACCORGERA' MAI DELLA DIFFERENZA CROMATICA AI FINI DI ELARGIRE TANTO SOFFICE AFFETTO > PERO', METTIAMO PER ASSURDO CHE IN QUALCHE MODO POSSA ESSERCI UGUALMENTE UN PROBLEMA PSICOLOGICO INFANTILE, PENSATE CHE SIA GIUSTO OBBLIGARLA A GIOCARE CON UNA BAMBOLA BIANCA???? > PERSONALMENTE ME LO CHIEDO SPESSO, PERCHE' ANCHE LE VARIE ICONE RELIGIOSE DI CREDI E CONFESSIONI DIFFERENTI, SONO QUASI SEMPRE MONOCROMATICHE A RAPPRESENTAZIONE DI DIVINITA' BIANCHE > O FORSE IL COLORE BIANCO, E' UNIVERSALMENTE UN COLORE DI PUREZZA, DI CANDORE E DI LUCENTEZZA? > GRAZIE PER LE RISPOSTE > UN ONORATO SALUTO |
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| Titolo | RE: |
| Autore | Inferno > Moderatore |
| Inviato il | 27/02/2007 19.33.26 |
| Messaggio | ...DEVO DIRE CHE MI HANNO INCANTATO GLI OCCHI DELLA BAMBINA, INDAFFARATA SOLO A VOLERE BENE ALLA SUA BAMBOLA... > UN ONORATO SALUTO |
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| Titolo | x senza fissa dimora |
| Autore | ROBIN HOOD |
| Inviato il | 27/02/2007 20.44.58 |
| Messaggio | Stai per effettuare il giro di boa delle 4000 visite, non è che l'inizio. Credo proprio che hai azzeccaTO L'IDEA.
Ciao |
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| Titolo | RE: Misterio |
| Autore | Stanley Kubrick |
| Inviato il | 27/02/2007 20.46.44 |
| Messaggio | Nella mia enorme BORIA e idiota AUTOSTIMA, egoismo E SCHIFOSISSIMA VOGLIA DI SOPRAFFAZIONE, non mi sono accorto del ritorno di MISTERIO!!!!!!!!!!!!!
EVVIVA, EVVIVA, EVVIVA, EVVIVA, EVVIVA!!!!!
Sono IMMENSAMENTE FELICE di poter rileggere il mio caro COLLEGA!
Continuiamo a dirgli che ci siamo... ci siamo MISTERIO, ci siamo!
Appena puoi, aggiornaci. Scrivimi, se vuoi, scrivimi.
Conosco quel cane che ti morde, lo conosco bene. Ti ringhia, abbaia, ma, se vuoi e lo so che lo vuoi, diventerà un gattino innocuo. Lo so. Lo so benissimo.
Aspetto, aspetto con ansia tue notizie.
A presto.
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 01/03/2007 13.39.28 |
| Messaggio | I BAMBINI PORTANO IN CUORE L’INNOCENZA CHE VERRA’ STRAVOLTA ED ANNULLATA DAGLI ADULTI NELL’ETA’ EVOLUTIVA. LE RAPPRESENTAZIONI DI IMMAGINI O STATUE RELIGIOSE RARAMENTE COMPAIONO DI COLORE DIVERSO DALLA POPOLAZIONE DEL LUOGO DI MAGGIOR VENERAZIONE. NOI CRISTIANI, ABBIAMO UNA MADONNA NERA AD OSOPPO, MA IL NOSTRO CRISTO E’ BIANCO, EUROPEO, SEBBENE FOSSE PALESTINESE DI TRIBU’ ISRAELITA, LA CUI PELLE POCO DOVEVA ASSOMIGLIARE ALLA NOSTRA. E’ VERO IL COLORE BIANCO E’ IL SEGNO DELLA PUREZZA, DEL CANDORE, DELLA LUCENTEZZA, DELL’IMMENSO NEUTRO AL QUALE NON SIAMO ABITUATI. ADORO I BAMBINI PERCHE’ SONO VERI. NELLA LORO VERITA’ SONO GRANDI MAESTRI. MI AVVICINO ED ENTRO IN CONTATTO CON LORO, SOPRATTUTTO QUANDO SONO DI ETNIA DIVERSA DALLA NOSTRA, PORTANDO A LORO UN APPROCCIO, L’UNIFORME ED UN SORRISO. E’ STUPENDO INCONTRARE QUEGL’OCCHI INNOCENTI, STUPITI E MERAVIGLIATI DI OGNI ATTIMO DELLA VITA, QUEGL’OCCHI CHE VORREI TANTO INCONTRARE ANCHE NEGLI ADULTI. E’ DIFFICILE PER NOI ADULTI FARE UN PASSO INDIETRO E VESTIRCI CON OCCHI PIU’ SINCERI. USIAMO TANTE PAROLE PERBENISTICHE E BUONISTICHE MA COSA INSEGNAMO AI NOSTRI FIGLI…DENTE PER DENTE? E’ ANCORA TROPPO PRESTO PER PENSARE DI PORRE DELLE BASI EDUCATIVE DI TOLLERANZA E COMPRENSIONE, FORSE FRA QUALCHE DECINA D’ANNI QUANDO CI RENDEREMO CONTO CHE L’INTEGRAZIONE E L’INTERAZIONE E’ INEVITABILE, MODIFICHEREMO ANCHE I NOSTRI MODELLI EDUCATIVI.
GRAZIE ROBIN, CREDO CHE LO SVILUPPO INTERIORE SIA ESSENZIALMENTE PRIORITARIO RISPETTO A TUTTO IL RESTO, EQUILIBRANTE, NECESSARIO RISPETTO ANCHE AL NOSTRO LAVORO. HO NECESSITA’ DI TRASMETTERNE E COMUNICARNE L’ESSENZA, NON POTREI SERBARE MAI NULLA SOLO PER ME. CIO' SI TRADUCE IN UN'OFFERTA PER UNA RICERCA DI SEMPRE MAGGIORE ED INFINITA IMPLEMENTAZIONE. MI DISPIACE DI NON AVERE PIU' TEMPO DA CONDIVIERE.
NEI MOMENTI DI STANCHEZZA RILEGGO QUESTO GIARDINO, MI RINFRANCO E RESPIRO L’ARIA CHE VORREI OGNI GIORNO.
IL GRAZIE E’ RIVOLTO A VOI TUTTI, LETTORI COMPRESI. IL RISULTATO E’ SOLO MERITO VOSTRO.
umilmente senza fissa dimora
P.S. NON DIMENTICHIAMO MAI, NEANCHE PER UN MOMENTO LE PERSONE CHE SONO IN SOFFERENZA, STRINGIAMOLI AL NOSTRO FIANCO E SPENDIAMO DEL NOSTRO PER LORO.....SARA' COME UN SEME...... |
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| Titolo | RE: |
| Autore | ignoto |
| Inviato il | 04/03/2007 14.47.54 |
| Messaggio | Sognavo, da piccolo di avere il bacio della mia mamma e del mio papà, per poter dormire in tranquillità.
Sognavo le loro carezze e il loro amore, sognavo le loro parole, i loro occhi che mi guardavano e che non mi abbandonavano.
Sognavo felice e non vedevo l'ora che nascesse il nuovo giorno, per essere coccolato nuovamente eper un nuovo giorno.
Sognavo di uscire con loro nel mio vestitino, di vari colori, con le mie scarpine belle e pulite, come l'anima dei miei genitori.
Sognavo tanti giochi pronti ad essere con la mia fantasia portati lontani nei sogni.
Una notte mentre sognavo, mi sono svegliato e ho visto la mia nonna piangere e con il volto rigato dalle sue lacrime domandarmi, perchè a noi.
Non ho capito cosa volesse la mia nonna ma, impegnato com'ero nei miei sogni non ho pensato e mi sono riaddormentato.
Sono passati molti anni e non sogno più ma mi continuo a domandare, visto che i miei genitori non ci sono più, perche proprio a noi, o buon Gesù.
Spero un giorno presto di risognare, per poter vedere i volti delle persone che ho amato di più. |
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| Titolo | RE: |
| Autore | Inferno > Moderatore |
| Inviato il | 06/03/2007 1.15.42 |
| Messaggio | INTANTO, I MIEI COMPLIMENTISSIMI ALL'AMICO IGNOTO PER IL PREZIOSO CONTRIBUTO EMOTIVO ED INOLTRO ALLEGO QUESTO: http://www.camuweb.it/eventosegue.php?id=63&sede=exma&vis= UN ONORATO SALUTO |
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 06/03/2007 8.11.02 |
| Messaggio | X S.L.
Chi ha percorso il difficile cammino in compagnia della sofferenza è piu’ vicino degl’altri al sentimento dell’amore. Sentimento opposto e riempitivo. La vita non è quella che ci siamo scelti, nessuno di noi vuole soffrire, purtroppo gli eventi sono come una macina, passano sopra tutto e tutti. Prova a trasmutare consapevolmente il sentimento negativo della sofferenza in un sentimento, seppur tangibile, limitato di sostanza di spazio e di tempo, in visione di una limitatezza di tutte le cose. Non è il dolore che ci fa vivere, ma viviamo con il dolore, trovandogli il giusto spazio in noi. Con il dolore possiamo creare amore, l’amore è quello che lenisce e cura. Il dolore non vive in eterno l’amore si. Di questo devi esserne certo, anche se non hai ricordi. L’amore non ha nessuno dei limiti che noi diamo agli altri sentimenti, compreso il dolore.
una grande abbraccio |
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 11/03/2007 9.13.46 |
| Messaggio | I SOGNI HANNO DIRITTO DI ESISTERE, DOBBIAMO DIFENDERLI A TUTTI I COSTI PERCHE' SENZA SOGNI SIAMO UOMINI MORTI.
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| Titolo | RE: |
| Autore | Inferno > Moderatore |
| Inviato il | 12/03/2007 1.44.59 |
| Messaggio | L'UNICO MODO PER SPERARE CHE S'AVVERI UN SOGNO, E' CONTINUARE A PRESEVARLO DOLCEMENTE DALLE CONTAMINAZIONI RAZIONALI > UN ONORATO SALUTO |
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 13/03/2007 8.57.23 |
| Messaggio | I SOGNI VENGONO PROTETTI NELLA CONSAPEVOLEZZA DA CERTEZZE, NON SOVVERTIBILI NE’ ALIENABILI, NON DISCUTIBILI NE’ CONTROVERTIBILI.
I SOGNI SONO PROTETTI DALLE MURA DI UNA FORTEZZA, SE COSTRUITA.
LE CONTAMINAZIONI RAZIONALI FANNO PARTE DEL GIOCO DELLA VITA E SI AGGIRANO ESTERNAMENTE ALLA FORTEZZA NEL TENTATIVO DI ENTRARVI.
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| Titolo | RE: |
| Autore | piccolo |
| Inviato il | 16/03/2007 9.21.18 |
| Messaggio | Aspettavo con il mio viso paffutello che tu terminassi il tuo lavoro. Aspettavo di vedere la tua sagoma e la tua ombra e non appena ti vedevo, il mio cuore si riempiva di grande gioia.
Anche oggi il mio papà è, molto stanco e ne deduco ciò dal suo viso con le rughe pronte a parlare.
La sua stanchezza, non lo porta a non giocare con me, anzi l'aiuta ancor di più a trovare quella forza che si trova non so dove.
Voglio molto bene al mio papà e lo ringrazio per i sacrifici che fa per noi.
Il mio papà è un "Vigile Urbano" e, nonostante tutte le avversità del suo lavoro, è sempre sereno, pieno di gioia, pieno di vita.
Auguro a tutti Voi, "Vigili Urbani" di essere forti e di non farvi prendere mai dallo sconforto.
Se potete, staccate la spina dal vostro lavoro e rigeneratevi con la solidarietà e l'amicizia.
AUGURI a tutti Voi, che tanto fate e molto poco ricevete. |
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| Titolo | RE: |
| Autore | senza fissa dimora |
| Inviato il | 21/03/2007 8.40.07 |
| Messaggio | QUANTO IRRESPONSABILI /INDOLENTI/IMPREPARATI SIAMO NEL VIVERE GLI EVENTI DELLA VITA, NEL VIVERE OGNI EMOZIONE, OGNI PASSIONE, NEL VIVERE IL NULLA . SE VIVIAMO COSI’, VIVREMO DENTRO LE AFFLIZIONI, IN UN INIZIO ED UNA FINE, DENTRO UNO SPAZIO, DENTRO UN LIMITE, UNA MASCHERA DI IMMATURITA’ ED IMPOTENZA AFFETTIVA. QUANDO CAPISCI CHI SEI HAI LA NETTA CONSAPEVOLEZZA PER CHI NON SEI. E’ COME MANGIARE UN BISCOTTO AVENDO IL SAPORE DEL SALATO IN BOCCA.
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